_Glossario
  • [AOX] Composti Organici Alogenati Assorbibili

    Sono un gruppo di sostanze chimiche che possono essere presenti nell’acqua e adsorbite sul carbone attivo. La maggior parte degli AOX sono composti contenenti cloro, ma alcuni contengono anche elementi simili, bromo o iodio. Le proprietà degli AOX variano: alcuni evaporano facilmente (come il triclorometano o il cloroformio); alcuni sono molecole complesse come diossine e furani. Le principali fonti di AOX sono i prodotti chimici a base di cloro utilizzati per sbiancare le fibre nell’industria tessile ma soprattutto della carta e cellulosa. Piccole quantità si formano anche durante la clorazione (disinfezione) di acqua potabile, piscine e effluenti industriali.

    Alcuni AOX sono tossici per i pesci e gli organismi acquatici, anche a basse concentrazioni. Molti sono persistenti e hanno una tendenza ad accumularsi nell’ambiente. L’esposizione di AOX all’uomo può avvenire attraverso il consumo di alimenti contaminati e il fatto che gli AOX si accumulano nella catena alimentare fa si che gli esseri umani potrebbero essere esposti a livelli pericolosi. Il tipo e la gravità degli effetti dipendono dalla componente degli AOX a cui si viene esposti. Alcuni, come le diossine, sono noti per essere molto tossici.

     

  • [APEO] Alchilfenoli Etossilati

    E’un gruppo di tensioattivi non ionici, i più comunemente usati sono il Nonilfenolo etossilato (NPEO) e l’Ottilfenolo etossilato (OPEO). La struttura chimica di queste molecole ha portato ad un uso diffuso nei processi tessili, in particolare nei processi a umido, per la loro azione disperdente, detergente e emulsionante. Gli APEO sono pericolosi per l’ambiente e per gli organismi acquatici. Recenti studi confermano che gli APEO sono potenziali disgregatori endocrini, oltre ad essere altamente bio-accumulativi e persistenti. Gli APEO sono già soggetti a restrizioni in Europa dal 2005.

    La direttiva UE 2003/53 / EG ha vietato l’uso dei NPEO, il gruppo principale degli APEO, in concentrazioni superiori allo 0,1% nelle formulazioni chimiche. La presenza di questo gruppo di sostanze nei processi delle imprese europee e dei prodotti finali può tuttavia essere indotta da semilavorati e prodotti chimici prodotti in paesi in cui è consentito l’utilizzo di APEO. Nel 2017 l’ECHA (European Chemicals Agency, istituita dal regolamento REACH) ha dato parere favorevole al bando dal mercato europeo dei prodotti importati che contengano APEO.

     

  • [Biomasse]

    E’ definita biomassa la frazione biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui di origine biologica provenienti dall’agricoltura (comprendente sostanze vegetali e animali), dalla silvicoltura e dalle industrie connesse, comprese la pesca e l’acquacoltura, nonché la parte biodegradabile dei rifiuti industriali e urbani (EU- direttiva 2003/54/CE).

     

  • [Biopolimeri]

    Polimeri ottenuti attraverso processi biologici. Possono essere di origine sintetica come ad esempio i derivati da alcuni poliesteri, poliesteri ammidi o da alcol, oppure derivati da materiali di origine vegetale e quindi rinnovabili (ad esempio amido).

    La European Bioplastics Association definisce i biopolimeri in due gruppi:

    – Polimeri biodegradabili con compostabilità omologata sulla base della EN 13432. In questo caso la fonte (combustibile rinnovabile o fossile) non è rilevante per la definizione;

    – Polimeri a base di fonti rinnovabili. In questo caso potrebbero essere biodegradabili o meno.

     

  • [Bluesign]

    E’ uno standard tessile industriale indipendente che si basa su principi di produttività delle risorse, sicurezza dei consumatori, emissioni, uso e qualità dell’acqua e salute e sicurezza sul lavoro. Si tratta di uno standard sempre più riconosciuto per lavorazioni a umido sostenibile e costituisce uno strumento che consente di migliorare l’efficienza delle fonti e materie prime lungo tutta la catena di fornitura di prodotti tessili.

     

  • [Carbon footprint]

    E’ una misura dell’impatto ambientale di un determinato stile di vita o di un’attività di un individuo o un’organizzazione, misurata in unità di anidride carbonica. E’ pari alla somma pesata dei gas ad effetto serra generati nell’ambito del ciclo di vita di un prodotto/servizio o  da una Organizzazione. Espressa in termini di CO2eq (vedi voce del glossario), rappresenta il contributo umano all’incremento dell’effetto serra naturale.

    L’impronta primaria: è la somma delle emissioni dirette di anidride carbonica dovuta alla combustione di combustibili fossili, come il consumo di energia domestica e di trasporto. L’impronta secondaria è la somma delle emissioni indirette associate alla produzione e alla ripartizione o consumo di tutti i prodotti, i servizi e il cibo che consumano un individuo o un’impresa.

     

  • [Certificazioni ambientali]

    Sono strumenti adottati da organizzazioni ed imprese che intendono quantificare e gestire l’impronta ambientale delle proprie attività, comunicando il proprio impegno in modo trasparente mediante un riconoscimento ufficiale e documentato. Si possono distinguere in certificazioni di prodotto (ad esmpio l’Ecolabel le Dichiarazioni Ambientali di Prodotto-EPD) e di processo (Sistema di gestione ambientale, EMAS).

    Per il raggiungimento di alcune certificazioni di prodotto sopra introdotte vengono utilizzati strumenti tecnici finalizzati alla valutazione degli impatti ambientali lungo il ciclo di vita di beni e servizi come il Life Cycle Assessment-LCA (da cui si esprime anche la carbon footprint e la water footprint). Esistono poi una serie di strumenti rivolti alle amministrazioni pubbliche e finalizzati alla riduzione degli impatti ambientali delle procedure di acquisto della Pubblica Amministrazione (Green Public Procurement – GPP). Sono strumenti utili per lo sviluppo sostenibile, in quanto le organizzazioni che si certificano prendono un impegno concreto per limitare gli impatti ambientali diretti (derivanti dalle proprie attività) e indiretti (aspetti ambientali sui quali possono esercitare una certa influenza), migliorare l’abbattimento delle emissioni, incentivare il riciclaggio e le buone pratiche ambientali. Impegno principale dell’organizzazione certificata infatti è la politica del miglioramento continuo delle proprie prestazioni ambientali.

     

  • [Chimica Verde]

    La Chimica Verde  si basa su criteri,  priorità e obiettivi che attingono dalla conoscenza scientifica per guidare le applicazioni della chimica in senso sostenibilie

    Principi della Chimica Verde, inizialmente proposti da Anastas e Warner (Anastas, P. T.; Warner, J. C. Green Chemistry: Theory and Practice, Oxford University Press: New York, 1998, p.30. ), sono una serie ampiamente accettata di criteri per valutare la l’accettabilità ambientale dei processi per la fabbricazione di prodotti chimici e includono:

    1) la miglior forma di gestione dei reflui è quella in primo luogo di non produrli;

    2) metodi di sintesi dovrebbero essere progettati per massimizzare l’incorporazione di tutti i materiali utilizzati nel processo nel prodotto finale;

    3) qualora sia possibile, le metodologie di sintesi dovrebbero essere progettate in funzione dell’utilizzo e della generazione di sostanze che abbiano poca o nessuna tossicità per la salute umana e l’ambiente;

    4) i prodotti chimici dovrebbero essere progettati per preservare l’efficacia della loro funzione, riducendo nel contempo la loro tossicità;

    5) l’uso di sostanze ausiliarie (es. solventi, agenti di separazione, ecc) deve essere reso non necessario ove possibile, ed innocuo quando esse si rendono necessarie;

    6) il fabbisogno energetico di un processo deve essere studiato in funzione del suo impatto ambientale ed economico e dev’essere minimizzato. I metodi di sintesi dovrebbero essere condotti a temperatura e pressione ambientali;

    7) le materie prime impiegate dovrebbe essere privilegiate, almeno dove la cose risulti sia tecnicamente ed economicamente praticabile;

    8) l’impiego dei reagenti derivatizzanti (molto utilizzati nella sintesi organica, come ad es. gruppi bloccanti, di protezione/deprotezione, modificatori temporanei) dovrebbe essere evitata quando possibile;

    9) privilegiare, dove possibile, i reagenti con azione catalitica piuttosto che quelli richiesti in quantità stechiometrica (dosaggi sicuramente maggiori e “a perdere”);

    10) i prodotti chimici devono essere progettati per degradarsi in prodotti innocui al termine dello svolgimento della funzione per la quale sono utilizzati, e non persistere nell’ambiente nella forma originaria (o trasformandosi in altri prodotti pericolosi);

    11) dovranno essere sviluppate metodiche di analisi che consentano il monitoraggio in tempo reale dei processi, con la possibilità del controllo degli stessi “prima” che eventuali sostanze pericolose si siano formate (in pratica una valutazione previsionale sulla base dell’insorgere di condizioni favorevoli alla loro formazione), con correzione in feed-back delle condizioni operative del processo medesimo;

    12) le sostanze utilizzate nei processi chimici (nonché lo stato e le condizioni d’impiego) devono essere scelte minimizzando il potenziale rischio di incidenti chimici, inclusi rilasci, esplosioni ed infiammabilità.

     

  • [CO₂ equivalente]

    Unità in cui viene misurata la Carbon Footprint (vedi voce del glossario) di un prodotto, di un processo o di una organizzazione. Rappresenta la quantità complessiva di anidride carbonica (CO₂) e di altri gas ad effetto serra (CH4, N2O, , ecc) associati ad un prodotto (ad un bene o ad un servizio) lungo il suo intero ciclo di vita, misura quindi il contributo effettivo e complessivo di quella attività umana all’effetto serra globale. L’utilizzo della unità di misura CO₂ equivalente consente di confrontare facilmente i diversi gruppi di gas serra in termini di impatto globale sul riscaldamento globale.

     

  • [Compensazione della CO₂]

    E’ un azione che grazie a misure compensative da parte di un individuo o di un’impresa bilancia le emissioni di CO₂. Generalmente, le compensazioni avvengono come progetti che aumentano l’assorbimento di CO₂, come la piantagione di alberi , o evitano emissioni di gas serra (es. produzione da fonti energetiche rinnovabili.)

     

  • [Cradle-to-Cradle]

    Definisce tecniche di produzione essenzialmente prive di qualsiasi spreco. Nella produzione cradle-to-cradle, tutti gli input e gli output materiali esistono in un ciclo tecnico o biologico. I nutrienti tecnici possono essere riciclati o riutilizzati senza perdita di qualità e i nutrimenti biologiche compostate o consumate.

     

  • [DETOX] Campagna di Greenpeace

    Nel luglio 2011 Greenpeace ha avviato la Campagna Detox my Fashion con l’obiettivo di liberare la moda dalle sostanze chimiche pericolose utilizzate da processi propduttivi. Con la campagna Greenpeace chiede alle imprese della moda di impegnarsi per alcuni obiettivi pratici e precisi secondo un calendario definito. La parte dell’imprgno Detox che ha finora ha generato i maggiori cambiamenti nel settore riguarda la completa eliminazione di 11 gruppi di sostanze chimiche pericolose per la salute che vengono rilasciate nei processi di produzione e che si accumulano lungo la catena alimentare e nell’ organismio umano. Gli undici gruppi di sostanze sono:  Alchilfenoli (APEO) (vedi voce del Glossario); Ftalati; Ritardanti di fiamma bromurati e clorurati; Coloranti azoici (Ammine); Composti organici stannici, perfluorocarburi (PFC) (vedi voce del Glossario); Clorobenzeni; Solventi clorurati; Clorofenoli; Paraffine clorurate a catena corta (SSCP); Metalli pesanti (vedi voce del Glossario).

    Il Greenpeace Detox Commitment è un impegno morale, unilaterale e pubblico assunto dall’impresa che lo sottoscrive. Oltre a obiettivi e scadenze l’impegno Detox definisce alcuni principi generali per i quali l’impresa:
    – condivide l’urgenza dell’eliminazione del rilascio nell’ambiente delle sostanze chimiche pericolose utilizzate nel ciclo produttivo;
    – adotta il principio di precauzione, secondo il quale si devono intraprendere azioni preventive anche quando non vi sono prove scientifiche conclusive riguardo alla pericolosità di una sostanza chimica. Le azioni preventive includono l’analisi di tutte le possibili alternative tecniche e/o lo sviluppo di soluzioni alternative quando queste non esistano già. Nei casi in cui non siano disponibili soluzioni tecniche per la sostituzione delle sostanze pericolose che consentano pari livelli di qualità ed economicamente accettabili, l’azione richiesta è  la promozione di, iniziative che possano in futuro portare alla realizzazione delle soluzioni tecniche;
    – s’impegna alla eliminazione delle sostanze pericolose dall’intero ciclo di vita dei prodotti che produce o vende, inclusi tutti i processi associati alla loro produzione nella propria supply chain;
    – condivide il principio che per eliminare le sostanze pericolose è necessaria la trasparenza riguardo al loro uso in tutta la supply chain;
    – riconosce che per rispettare gli impegni di eliminazione delle sostanze pericolose è necessario adottare un forte sistema di controllo e vigilanza;
    – s’impegna a pubblicare sul proprio website tutta la documentazione relativa all’impegno e le informazioni che ne provano il rispetto.

    Al 2017 28 marchi di moda e 53 produttori hanno finora sottoscritto l’impegno.

     

  • [Eco Passport Oeko-Tex]

    E’ un sistema di certificazione  attraverso il quale i fornitori di prodotti chimici per il tessile dimostrano che gli stessi possono essere utilizzati per una produzione tessile sostenibile. Il programma ECO PASSPORT offre due fasi distinte ma complementari.

    – Fase 1: Lista delle sostanze limitate (RSL) e verifica della Lista delle sostanze limitate in produzione (MRSL);

    – Fase 2: Test analitici eseguiti nel laboratorio di un istituto membro di OEKO-TEX®

    I prodotti che superano i requisiti di tutti e due i processi ottengono l’ECO PASSPORT di OEKO-TEX® e verranno inseriti nella guida di acquisto di OEKO-TEX®, la piattaforma di approvvigionamento centrale OEKO-TEX® di articoli e materiali pre-certificati.

     

  • [Ecodesign]

    L’integrazione degli aspetti ambientali nella progettazione di prodotto al fine di migliorare le performance ambientali del prodotto in tutto il suo ciclo di vita.

     

  • [Economia Circolare]

    La Ellen MacArthur Foundation definisce l’Economia Circolare come un modello di economia “pensata per potersi rigenerare da sola”  in cui la crescita è sganciata dal consumo delle risorse del pianeta (il capitale naturale).  In un’economia circolare i flussi di materiali si posono classificare in due tipi: i materiali biologici (rinnovabili), in grado di essere ciclicamente reintegrati nella biosfera e quelli tecnici (non rinnovabili)  destinati ad essere ciclicamente rivalorizzati (riciclati) con una perdita minima di qualità e valore, senza essere reintegrati nella biosfera.

    Questo modello si contrappone a quello tradizionele dell’Economia Lineare basato sul consumo di risorse, eredità di una fase storica in cui le risorse (il capitale naturale) erano considerate abbondanti e inesauribili, che si può sintetizzare nello slogan “prendere-produrre-buttare“.

    Da un punto di vista economico, passare da un modello lineare a un modello circolare implica spostare l’attenzione dalla produttività del capitale umano e finanziario alla produttività delle risorse naturali (del capitale naturale).

     

  • [Environmental footprint]

    Tradotta letteralmente come impronta ambientale, indica il carico ambientale imputabile a un prodotto o ad un’organizzazione.

     

  • [Fine vita del prodotto]

    Lo stato di un prodotto che ha raggiunto la fine del suo primo utilizzo fino al suo smaltimento, riutilizzo o riciclo.

     

  • [Formaldeide]

    Composto organico volatile presente in natura in piccole quantità. Grandi quantità possono causare bruciore agli occhi, naso e gola, tosse, affanno, nausea e irritazione cutanea. L’esposizione a lungo termine può portare a un aumento del rischio di cancro.

    L’ECHA (l’Agenzia Chimica Europea) ne evidenzia la pericolosità. Secondo la classificazione e l’etichettatura armonizzata (ATP06) approvata dall’Unione Europea, questa sostanza è tossica se ingerita e se inalata, provoca gravi ustioni cutanee e danni agli occhi, può causare tumore ed è sospettata di causare alterazioni genetiche.

     

  • [GB-18401]

    E’ una norma tecnica(National General Safety Technical Code for Textile Products) emessa dalla Standardization Administration of the People’s Republic of China. Regola la presenza di sostanze pericolose nei prodotti tessili e di abbigliamento messi in vendita sul mercato cinese e ne definisce alcune specifiche tecniche, con lo scopo di migliorare la qualità dei prodotti tessili e tutelare la sicurezza e la salute dei consumatori. L’ultima versione è quella del 2010. La norma classifica i prodotti tessili in tre categorie di prodotti: per bambini (0-36 mesi), a diretto contatto con la pelle, a contatto non diretto con la pelle, ed assegna dei requisiti tecnici da rispettare per ogni tipologia. Le specifiche tecniche riguardano: limiti di presenza di formaldeide; solidità del colore relativamente a resistenza al sudore, alla saliva e all’abrasione; odore; presenza di ammine aromatiche cancerogeniche.

     

  • [GOTS] Global Organic Textile Standard

    Standard globale di produzione tessile per le fibre biologiche, include criteri ecologici e sociali ed è sostenuto da una certificazione indipendente per l’intera catena di fornitura tessile. Lo scopo è quello di certificare con uno standard mondiale riconosciuto lo status di biologico per i prodotti tessili relativamente alla coltivazione e raccolta delle materie prime, alla produzione fino all’etichettatura al fine di fornire una garanzia credibile al consumatore finale.

     

  • [GWP] Global Warming Potential

    Letteralmente Potenziale di riscaldamento globale. Indica la “capacità climalterante” di un gas ad effetto serra.  All’anidride carbonica (CO₂) viene convenzionalmente assegnato un GWP di 1 mentre i gas con un GWP più elevato hanno un effetto maggiore sul cambiamento climatico. Ad esempio, il metano ha un GWP di 25, il che significa che 1 Kg di metano emesso in atmosfera ha una “capacità serra” equivalente a 25 Kg di CO2.

     

  • [Higg Index]

    E’ un sistema di misurazione della sostenibilità di un prodotto. Lanciato nel 2012, è stato sviluppato dalla Sustainable Apparel Coalition, dall’Environmental Protection Agency del governo degli Stati Uniti, e altri enti no-profit. comprende un pacchetto di strumenti di autovalutazione che consentono a brand, rivenditori e produttori di abbigliamento e calzature di misurare gli impatti ambientali, sociali e lavorativi e di individuare le aree di miglioramento. L’Higg Index offre una visione olistica della performance di sostenibilità di un prodotto o azienda. 

     

  • [LCA] Life Cycle Assessment

    Metodologia tecnica per la valutazione dell’impronta ambientale di un prodotto o servizio lungo il suo ciclo di vita. Secondo quanto indicato dalle norme Iso 14040/14044 sono previste 4 fasi operative:

    -Definizione degli obiettivi e del campo di applicazione (finalità, unità funzionale,confini del sistema, cioè attività/processi presi in considerazione)

    -Inventario: quantificazione degli input e relative emissioni per ciascuna fase del ciclo di vita,

    -Valutazione degli impatti: permette di determinare gli effetti potenziali del sistema sull’ambiente in base a specifiche categorie di impatto,

    -Interpretazione dei risultati: permette di individuare i risultati ottenuti da un’azione di mitigazione dell’impatto ambientale e le aree di miglioramento.

     

  • [M-RSL] Manufacturing Restricted Substances List

    Elenco di sostanze chimiche pericolose soggette a restrizioni, fino lla completa assenza, nelle fasi di produzione e scaricate nell’ambiente durante le lavorazioni.

     

  • [Metalli pesanti]

    I metalli pesanti sono elementi naturali. Le loro molteplici applicazioni hanno portato alla loro ampia diffusione nell’ambiente, suscitando preoccupazioni per i loro potenziali effetti dannosi per la salute e l’ecosistema. A causa del loro elevato grado di tossicità, arsenico, cadmio, cromo, piombo, mercurio sono tra i metalli prioritari per la salute pubblica. Tali elementi metallici sono considerati dei tossici sistemici noti per indurre danni multipli agli organi anche con livelli più bassi di esposizione e sono classificati come cancerogeni.  

    La loro presenza nei prodotti tessili e nei loro cicli produttivi, a causa della loro tossicità generalizzata e del pesante impatto ambientale, è monitorata con sempre maggiore attenzione sia delle legislazioni che dai marchi di qualità ecologici.

     

  • [Oeko-Tex 100]

    Standard globale rilasciato nel 1992 dall’ Associazione Internazionale per la Ricerca e il Controllo nel Campo dell’Ecologia Tessile (Oeko-Tex). È un sistema di controllo e certificazione indipendente per le materie prime, i semilavorati e i prodotti finiti a tutti i livelli di lavorazione così come per i materiali accessori utilizzati. I tessuti e i prodotti sono sottoposti a controlli per verificare che la eventuale presenza di sostanze nocive resti al disotto dei valori limite fissati.

     

  • [PFAs] sostanze PerFluoroAlchiliche

    Classe di prodotti chimici introdotti a partire dagli anni 50 per rendere impermeabili e resistenti ai grassi e allo sporco materiali diversi tra qui i tessuti.

    Sono molto persistenti nell’ambiente e se ingeriti o inalati nel corpo umano. Non si degradano quando esposti ad aria, acqua o luce solare. Nel 2006 l’Unione Europea ha introdotto restrizioni all’uso del PFOS, una delle molecole più diffuse tra i PFAS, da applicarsi a cura degli Stati membri.

     

  • [PFCs] PerFluoroCarburi

    Sottoinsieme dei PFAS (vedi voce del Glossario), sono sostanze artificiali ampiamente utilizzate dall’industria per le proprietà antiaderenti e idro e oleo-repellenti. Nell’industria tessile vengono usati per realizzare prodotti tessili e pellame idrorepellenti e antimacchia. Test dimostrano che molti PFC sono difficili da smaltire perché persistono nell’ambiente e possono accumularsi nei tessuti e aumentare di livello attraverso la contaminazione della catena alimentare. Una volta assimilati dall’organismo, alcuni PFC hanno effetti sul fegato e, in qualità di interferenti endocrini, possono alterare i livelli di crescita e riproduzione ormonale.

     

  • [REACH] Registration, Evaluation, Authorisation of Chemicals

    Regolamento CE n. 1907/2006 . Obiettivo principale del REACH è quello di migliorare la conoscenza dei pericoli e dei rischi derivanti da prodotti chimici già esistenti (quelli introdotti sul mercato prima del settembre 1981) e nuovi (dopo il settembre 1981) e, al contempo, mantenere e rafforzare la competitività e le capacità innovative dell’industria chimica europea. Il REACH è un sistema integrato di registrazione, valutazione e autorizzazione delle sostanze chimiche che mira ad assicurare un maggiore livello di protezione della salute umana e dell’ambiente. Attraverso il REACH sarà possibile ottenere maggiori e più complete informazioni su:

    – le proprietà pericolose dei prodotti manipolati

    – i rischi connessi all’esposizione

    – le misure di sicurezza da applicare.

    Le sostanze definite “estremamente preoccupanti” sono inserite in un apposito elenco (Allegato XIV al Regolamento) e possono essere immesse sul mercato, per usi specifici e controllati, solo su richiesta delle imprese e se autorizzate dalla Commissione europea.

    Il Regolamento REACH, costituito da 141 articoli e 17 allegati tecnici prevede l’istituzione di un’ Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA), la cui sede è stata stabilita ad Helsinki ( Finlandia).  L’ECHA svolge un ruolo di coordinamento tecnico-scientifico delle attività previste dal Regolamento REACH e, in primo luogo, organizza una banca dati per raccogliere e gestire i dati forniti per la registrazione delle sostanze, anche allo scopo di garantire l’accesso del pubblico alle informazioni sulle sostanze chimiche.

     

  • [SA8000]

    Standard di certificazione sociale per le attività produttive e le organizzazioni. È stato istituito dalla Social Accountability International nel 1997 come iniziativa multi-stakeholder. Nel corso degli anni, lo Standard si è evoluto in un quadro generale che aiuta le organizzazioni certificate a dimostrare la loro dedizione al trattamento equo dei lavoratori in tutte le industrie e in qualsiasi paese. Lo standard riflette le disposizioni in materia di lavoro contenute nella Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e dell’Organizzazione internazionale del lavoro (ILO).

     

  • [VOCs] Volatile Organic Compounds

    Sostanze organiche volatili di differente tipologia e origine (ad esempio idrocarburi, solventi per vernici, oli essenziali etc) che possono contaminare l’ambiente diffondendosi nell’atmosfera e avere effetti sulla salute. (EC Directive 1999/13/EC -Solvent Emissions Directive)

     

  • [Water footprint]

    Tradotto letteralmente Impronta Idrica. Indica l’utilizzo diretto ed indiretto dell’acqua nell’ambito della produzione di un prodotto o erogazione di un servizio, in una logica di ciclo di vita. L’impronta viene misurata in termini di volumi d’acqua consumati (evaporati o incorporati in un prodotto) e/o inquinati per unità di tempo.

     

  • [ZDHC] Zero Discharge of Hazardous Chemicals

    Associazione che include 22 brand firmatari, 24 affiliati della value chain e dieci enti associati. Avviato nel 2011, il programma ZDHC mira a eliminare o sostituire le sostanze chimiche pericolose prioritarie nei prodotti e nei processi di  fabbricazione, applicare un processo di screening trasparente per promuovere e sostenere una chimica più sicura, implementare strumenti comuni, best practices e formazione che migliorino la gestione chimica. L’associazione collabora con gli stakeholders per promuovere la trasparenza nell’uso della chimica e nella gestione delle acque di scarico.

     

  • [Zero waste]

    Criterio di progettazione e gestione di prodotti e processi per eliminare sistematicamente e ridurre il volume dei rifiuti e dei materiali utilizzati, conservare e recuperare tutte le risorse.

     

  • [AOX] Composti Organici Alogenati Assorbibili

    Sono un gruppo di sostanze chimiche che possono essere presenti nell’acqua e adsorbite sul carbone attivo. La maggior parte degli AOX sono composti contenenti cloro, ma alcuni contengono anche elementi simili, bromo o iodio. Le proprietà degli AOX variano: alcuni evaporano facilmente (come il triclorometano o il cloroformio); alcuni sono molecole complesse come diossine e furani. Le principali fonti di AOX sono i prodotti chimici a base di cloro utilizzati per sbiancare le fibre nell’industria tessile ma soprattutto della carta e cellulosa. Piccole quantità si formano anche durante la clorazione (disinfezione) di acqua potabile, piscine e effluenti industriali.

    Alcuni AOX sono tossici per i pesci e gli organismi acquatici, anche a basse concentrazioni. Molti sono persistenti e hanno una tendenza ad accumularsi nell’ambiente. L’esposizione di AOX all’uomo può avvenire attraverso il consumo di alimenti contaminati e il fatto che gli AOX si accumulano nella catena alimentare fa si che gli esseri umani potrebbero essere esposti a livelli pericolosi. Il tipo e la gravità degli effetti dipendono dalla componente degli AOX a cui si viene esposti. Alcuni, come le diossine, sono noti per essere molto tossici.

     

  • [APEO] Alchilfenoli Etossilati

    E’un gruppo di tensioattivi non ionici, i più comunemente usati sono il Nonilfenolo etossilato (NPEO) e l’Ottilfenolo etossilato (OPEO). La struttura chimica di queste molecole ha portato ad un uso diffuso nei processi tessili, in particolare nei processi a umido, per la loro azione disperdente, detergente e emulsionante. Gli APEO sono pericolosi per l’ambiente e per gli organismi acquatici. Recenti studi confermano che gli APEO sono potenziali disgregatori endocrini, oltre ad essere altamente bio-accumulativi e persistenti. Gli APEO sono già soggetti a restrizioni in Europa dal 2005.

    La direttiva UE 2003/53 / EG ha vietato l’uso dei NPEO, il gruppo principale degli APEO, in concentrazioni superiori allo 0,1% nelle formulazioni chimiche. La presenza di questo gruppo di sostanze nei processi delle imprese europee e dei prodotti finali può tuttavia essere indotta da semilavorati e prodotti chimici prodotti in paesi in cui è consentito l’utilizzo di APEO. Nel 2017 l’ECHA (European Chemicals Agency, istituita dal regolamento REACH) ha dato parere favorevole al bando dal mercato europeo dei prodotti importati che contengano APEO.

     

  • [Biomasse]

    E’ definita biomassa la frazione biodegradabile dei prodotti, rifiuti e residui di origine biologica provenienti dall’agricoltura (comprendente sostanze vegetali e animali), dalla silvicoltura e dalle industrie connesse, comprese la pesca e l’acquacoltura, nonché la parte biodegradabile dei rifiuti industriali e urbani (EU- direttiva 2003/54/CE).

     

  • [Biopolimeri]

    Polimeri ottenuti attraverso processi biologici. Possono essere di origine sintetica come ad esempio i derivati da alcuni poliesteri, poliesteri ammidi o da alcol, oppure derivati da materiali di origine vegetale e quindi rinnovabili (ad esempio amido).

    La European Bioplastics Association definisce i biopolimeri in due gruppi:

    – Polimeri biodegradabili con compostabilità omologata sulla base della EN 13432. In questo caso la fonte (combustibile rinnovabile o fossile) non è rilevante per la definizione;

    – Polimeri a base di fonti rinnovabili. In questo caso potrebbero essere biodegradabili o meno.

     

  • [Bluesign]

    E’ uno standard tessile industriale indipendente che si basa su principi di produttività delle risorse, sicurezza dei consumatori, emissioni, uso e qualità dell’acqua e salute e sicurezza sul lavoro. Si tratta di uno standard sempre più riconosciuto per lavorazioni a umido sostenibile e costituisce uno strumento che consente di migliorare l’efficienza delle fonti e materie prime lungo tutta la catena di fornitura di prodotti tessili.

     

  • [Carbon footprint]

    E’ una misura dell’impatto ambientale di un determinato stile di vita o di un’attività di un individuo o un’organizzazione, misurata in unità di anidride carbonica. E’ pari alla somma pesata dei gas ad effetto serra generati nell’ambito del ciclo di vita di un prodotto/servizio o  da una Organizzazione. Espressa in termini di CO2eq (vedi voce del glossario), rappresenta il contributo umano all’incremento dell’effetto serra naturale.

    L’impronta primaria: è la somma delle emissioni dirette di anidride carbonica dovuta alla combustione di combustibili fossili, come il consumo di energia domestica e di trasporto. L’impronta secondaria è la somma delle emissioni indirette associate alla produzione e alla ripartizione o consumo di tutti i prodotti, i servizi e il cibo che consumano un individuo o un’impresa.

     

  • [Certificazioni ambientali]

    Sono strumenti adottati da organizzazioni ed imprese che intendono quantificare e gestire l’impronta ambientale delle proprie attività, comunicando il proprio impegno in modo trasparente mediante un riconoscimento ufficiale e documentato. Si possono distinguere in certificazioni di prodotto (ad esmpio l’Ecolabel le Dichiarazioni Ambientali di Prodotto-EPD) e di processo (Sistema di gestione ambientale, EMAS).

    Per il raggiungimento di alcune certificazioni di prodotto sopra introdotte vengono utilizzati strumenti tecnici finalizzati alla valutazione degli impatti ambientali lungo il ciclo di vita di beni e servizi come il Life Cycle Assessment-LCA (da cui si esprime anche la carbon footprint e la water footprint). Esistono poi una serie di strumenti rivolti alle amministrazioni pubbliche e finalizzati alla riduzione degli impatti ambientali delle procedure di acquisto della Pubblica Amministrazione (Green Public Procurement – GPP). Sono strumenti utili per lo sviluppo sostenibile, in quanto le organizzazioni che si certificano prendono un impegno concreto per limitare gli impatti ambientali diretti (derivanti dalle proprie attività) e indiretti (aspetti ambientali sui quali possono esercitare una certa influenza), migliorare l’abbattimento delle emissioni, incentivare il riciclaggio e le buone pratiche ambientali. Impegno principale dell’organizzazione certificata infatti è la politica del miglioramento continuo delle proprie prestazioni ambientali.

     

  • [Chimica Verde]

    La Chimica Verde  si basa su criteri,  priorità e obiettivi che attingono dalla conoscenza scientifica per guidare le applicazioni della chimica in senso sostenibilie

    Principi della Chimica Verde, inizialmente proposti da Anastas e Warner (Anastas, P. T.; Warner, J. C. Green Chemistry: Theory and Practice, Oxford University Press: New York, 1998, p.30. ), sono una serie ampiamente accettata di criteri per valutare la l’accettabilità ambientale dei processi per la fabbricazione di prodotti chimici e includono:

    1) la miglior forma di gestione dei reflui è quella in primo luogo di non produrli;

    2) metodi di sintesi dovrebbero essere progettati per massimizzare l’incorporazione di tutti i materiali utilizzati nel processo nel prodotto finale;

    3) qualora sia possibile, le metodologie di sintesi dovrebbero essere progettate in funzione dell’utilizzo e della generazione di sostanze che abbiano poca o nessuna tossicità per la salute umana e l’ambiente;

    4) i prodotti chimici dovrebbero essere progettati per preservare l’efficacia della loro funzione, riducendo nel contempo la loro tossicità;

    5) l’uso di sostanze ausiliarie (es. solventi, agenti di separazione, ecc) deve essere reso non necessario ove possibile, ed innocuo quando esse si rendono necessarie;

    6) il fabbisogno energetico di un processo deve essere studiato in funzione del suo impatto ambientale ed economico e dev’essere minimizzato. I metodi di sintesi dovrebbero essere condotti a temperatura e pressione ambientali;

    7) le materie prime impiegate dovrebbe essere privilegiate, almeno dove la cose risulti sia tecnicamente ed economicamente praticabile;

    8) l’impiego dei reagenti derivatizzanti (molto utilizzati nella sintesi organica, come ad es. gruppi bloccanti, di protezione/deprotezione, modificatori temporanei) dovrebbe essere evitata quando possibile;

    9) privilegiare, dove possibile, i reagenti con azione catalitica piuttosto che quelli richiesti in quantità stechiometrica (dosaggi sicuramente maggiori e “a perdere”);

    10) i prodotti chimici devono essere progettati per degradarsi in prodotti innocui al termine dello svolgimento della funzione per la quale sono utilizzati, e non persistere nell’ambiente nella forma originaria (o trasformandosi in altri prodotti pericolosi);

    11) dovranno essere sviluppate metodiche di analisi che consentano il monitoraggio in tempo reale dei processi, con la possibilità del controllo degli stessi “prima” che eventuali sostanze pericolose si siano formate (in pratica una valutazione previsionale sulla base dell’insorgere di condizioni favorevoli alla loro formazione), con correzione in feed-back delle condizioni operative del processo medesimo;

    12) le sostanze utilizzate nei processi chimici (nonché lo stato e le condizioni d’impiego) devono essere scelte minimizzando il potenziale rischio di incidenti chimici, inclusi rilasci, esplosioni ed infiammabilità.

     

  • [CO₂ equivalente]

    Unità in cui viene misurata la Carbon Footprint (vedi voce del glossario) di un prodotto, di un processo o di una organizzazione. Rappresenta la quantità complessiva di anidride carbonica (CO₂) e di altri gas ad effetto serra (CH4, N2O, , ecc) associati ad un prodotto (ad un bene o ad un servizio) lungo il suo intero ciclo di vita, misura quindi il contributo effettivo e complessivo di quella attività umana all’effetto serra globale. L’utilizzo della unità di misura CO₂ equivalente consente di confrontare facilmente i diversi gruppi di gas serra in termini di impatto globale sul riscaldamento globale.

     

  • [Compensazione della CO₂]

    E’ un azione che grazie a misure compensative da parte di un individuo o di un’impresa bilancia le emissioni di CO₂. Generalmente, le compensazioni avvengono come progetti che aumentano l’assorbimento di CO₂, come la piantagione di alberi , o evitano emissioni di gas serra (es. produzione da fonti energetiche rinnovabili.)

     

  • [Cradle-to-Cradle]

    Definisce tecniche di produzione essenzialmente prive di qualsiasi spreco. Nella produzione cradle-to-cradle, tutti gli input e gli output materiali esistono in un ciclo tecnico o biologico. I nutrienti tecnici possono essere riciclati o riutilizzati senza perdita di qualità e i nutrimenti biologiche compostate o consumate.

     

  • [DETOX] Campagna di Greenpeace

    Nel luglio 2011 Greenpeace ha avviato la Campagna Detox my Fashion con l’obiettivo di liberare la moda dalle sostanze chimiche pericolose utilizzate da processi propduttivi. Con la campagna Greenpeace chiede alle imprese della moda di impegnarsi per alcuni obiettivi pratici e precisi secondo un calendario definito. La parte dell’imprgno Detox che ha finora ha generato i maggiori cambiamenti nel settore riguarda la completa eliminazione di 11 gruppi di sostanze chimiche pericolose per la salute che vengono rilasciate nei processi di produzione e che si accumulano lungo la catena alimentare e nell’ organismio umano. Gli undici gruppi di sostanze sono:  Alchilfenoli (APEO) (vedi voce del Glossario); Ftalati; Ritardanti di fiamma bromurati e clorurati; Coloranti azoici (Ammine); Composti organici stannici, perfluorocarburi (PFC) (vedi voce del Glossario); Clorobenzeni; Solventi clorurati; Clorofenoli; Paraffine clorurate a catena corta (SSCP); Metalli pesanti (vedi voce del Glossario).

    Il Greenpeace Detox Commitment è un impegno morale, unilaterale e pubblico assunto dall’impresa che lo sottoscrive. Oltre a obiettivi e scadenze l’impegno Detox definisce alcuni principi generali per i quali l’impresa:
    – condivide l’urgenza dell’eliminazione del rilascio nell’ambiente delle sostanze chimiche pericolose utilizzate nel ciclo produttivo;
    – adotta il principio di precauzione, secondo il quale si devono intraprendere azioni preventive anche quando non vi sono prove scientifiche conclusive riguardo alla pericolosità di una sostanza chimica. Le azioni preventive includono l’analisi di tutte le possibili alternative tecniche e/o lo sviluppo di soluzioni alternative quando queste non esistano già. Nei casi in cui non siano disponibili soluzioni tecniche per la sostituzione delle sostanze pericolose che consentano pari livelli di qualità ed economicamente accettabili, l’azione richiesta è  la promozione di, iniziative che possano in futuro portare alla realizzazione delle soluzioni tecniche;
    – s’impegna alla eliminazione delle sostanze pericolose dall’intero ciclo di vita dei prodotti che produce o vende, inclusi tutti i processi associati alla loro produzione nella propria supply chain;
    – condivide il principio che per eliminare le sostanze pericolose è necessaria la trasparenza riguardo al loro uso in tutta la supply chain;
    – riconosce che per rispettare gli impegni di eliminazione delle sostanze pericolose è necessario adottare un forte sistema di controllo e vigilanza;
    – s’impegna a pubblicare sul proprio website tutta la documentazione relativa all’impegno e le informazioni che ne provano il rispetto.

    Al 2017 28 marchi di moda e 53 produttori hanno finora sottoscritto l’impegno.

     

  • [Eco Passport Oeko-Tex]

    E’ un sistema di certificazione  attraverso il quale i fornitori di prodotti chimici per il tessile dimostrano che gli stessi possono essere utilizzati per una produzione tessile sostenibile. Il programma ECO PASSPORT offre due fasi distinte ma complementari.

    – Fase 1: Lista delle sostanze limitate (RSL) e verifica della Lista delle sostanze limitate in produzione (MRSL);

    – Fase 2: Test analitici eseguiti nel laboratorio di un istituto membro di OEKO-TEX®

    I prodotti che superano i requisiti di tutti e due i processi ottengono l’ECO PASSPORT di OEKO-TEX® e verranno inseriti nella guida di acquisto di OEKO-TEX®, la piattaforma di approvvigionamento centrale OEKO-TEX® di articoli e materiali pre-certificati.

     

  • [Ecodesign]

    L’integrazione degli aspetti ambientali nella progettazione di prodotto al fine di migliorare le performance ambientali del prodotto in tutto il suo ciclo di vita.

     

  • [Economia Circolare]

    La Ellen MacArthur Foundation definisce l’Economia Circolare come un modello di economia “pensata per potersi rigenerare da sola”  in cui la crescita è sganciata dal consumo delle risorse del pianeta (il capitale naturale).  In un’economia circolare i flussi di materiali si posono classificare in due tipi: i materiali biologici (rinnovabili), in grado di essere ciclicamente reintegrati nella biosfera e quelli tecnici (non rinnovabili)  destinati ad essere ciclicamente rivalorizzati (riciclati) con una perdita minima di qualità e valore, senza essere reintegrati nella biosfera.

    Questo modello si contrappone a quello tradizionele dell’Economia Lineare basato sul consumo di risorse, eredità di una fase storica in cui le risorse (il capitale naturale) erano considerate abbondanti e inesauribili, che si può sintetizzare nello slogan “prendere-produrre-buttare“.

    Da un punto di vista economico, passare da un modello lineare a un modello circolare implica spostare l’attenzione dalla produttività del capitale umano e finanziario alla produttività delle risorse naturali (del capitale naturale).

     

  • [Environmental footprint]

    Tradotta letteralmente come impronta ambientale, indica il carico ambientale imputabile a un prodotto o ad un’organizzazione.

     

  • [Fine vita del prodotto]

    Lo stato di un prodotto che ha raggiunto la fine del suo primo utilizzo fino al suo smaltimento, riutilizzo o riciclo.

     

  • [Formaldeide]

    Composto organico volatile presente in natura in piccole quantità. Grandi quantità possono causare bruciore agli occhi, naso e gola, tosse, affanno, nausea e irritazione cutanea. L’esposizione a lungo termine può portare a un aumento del rischio di cancro.

    L’ECHA (l’Agenzia Chimica Europea) ne evidenzia la pericolosità. Secondo la classificazione e l’etichettatura armonizzata (ATP06) approvata dall’Unione Europea, questa sostanza è tossica se ingerita e se inalata, provoca gravi ustioni cutanee e danni agli occhi, può causare tumore ed è sospettata di causare alterazioni genetiche.

     

  • [GB-18401]

    E’ una norma tecnica(National General Safety Technical Code for Textile Products) emessa dalla Standardization Administration of the People’s Republic of China. Regola la presenza di sostanze pericolose nei prodotti tessili e di abbigliamento messi in vendita sul mercato cinese e ne definisce alcune specifiche tecniche, con lo scopo di migliorare la qualità dei prodotti tessili e tutelare la sicurezza e la salute dei consumatori. L’ultima versione è quella del 2010. La norma classifica i prodotti tessili in tre categorie di prodotti: per bambini (0-36 mesi), a diretto contatto con la pelle, a contatto non diretto con la pelle, ed assegna dei requisiti tecnici da rispettare per ogni tipologia. Le specifiche tecniche riguardano: limiti di presenza di formaldeide; solidità del colore relativamente a resistenza al sudore, alla saliva e all’abrasione; odore; presenza di ammine aromatiche cancerogeniche.

     

  • [GOTS] Global Organic Textile Standard

    Standard globale di produzione tessile per le fibre biologiche, include criteri ecologici e sociali ed è sostenuto da una certificazione indipendente per l’intera catena di fornitura tessile. Lo scopo è quello di certificare con uno standard mondiale riconosciuto lo status di biologico per i prodotti tessili relativamente alla coltivazione e raccolta delle materie prime, alla produzione fino all’etichettatura al fine di fornire una garanzia credibile al consumatore finale.

     

  • [GWP] Global Warming Potential

    Letteralmente Potenziale di riscaldamento globale. Indica la “capacità climalterante” di un gas ad effetto serra.  All’anidride carbonica (CO₂) viene convenzionalmente assegnato un GWP di 1 mentre i gas con un GWP più elevato hanno un effetto maggiore sul cambiamento climatico. Ad esempio, il metano ha un GWP di 25, il che significa che 1 Kg di metano emesso in atmosfera ha una “capacità serra” equivalente a 25 Kg di CO2.

     

  • [Higg Index]

    E’ un sistema di misurazione della sostenibilità di un prodotto. Lanciato nel 2012, è stato sviluppato dalla Sustainable Apparel Coalition, dall’Environmental Protection Agency del governo degli Stati Uniti, e altri enti no-profit. comprende un pacchetto di strumenti di autovalutazione che consentono a brand, rivenditori e produttori di abbigliamento e calzature di misurare gli impatti ambientali, sociali e lavorativi e di individuare le aree di miglioramento. L’Higg Index offre una visione olistica della performance di sostenibilità di un prodotto o azienda. 

     

  • [LCA] Life Cycle Assessment

    Metodologia tecnica per la valutazione dell’impronta ambientale di un prodotto o servizio lungo il suo ciclo di vita. Secondo quanto indicato dalle norme Iso 14040/14044 sono previste 4 fasi operative:

    -Definizione degli obiettivi e del campo di applicazione (finalità, unità funzionale,confini del sistema, cioè attività/processi presi in considerazione)

    -Inventario: quantificazione degli input e relative emissioni per ciascuna fase del ciclo di vita,

    -Valutazione degli impatti: permette di determinare gli effetti potenziali del sistema sull’ambiente in base a specifiche categorie di impatto,

    -Interpretazione dei risultati: permette di individuare i risultati ottenuti da un’azione di mitigazione dell’impatto ambientale e le aree di miglioramento.

     

  • [M-RSL] Manufacturing Restricted Substances List

    Elenco di sostanze chimiche pericolose soggette a restrizioni, fino lla completa assenza, nelle fasi di produzione e scaricate nell’ambiente durante le lavorazioni.

     

  • [Metalli pesanti]

    I metalli pesanti sono elementi naturali. Le loro molteplici applicazioni hanno portato alla loro ampia diffusione nell’ambiente, suscitando preoccupazioni per i loro potenziali effetti dannosi per la salute e l’ecosistema. A causa del loro elevato grado di tossicità, arsenico, cadmio, cromo, piombo, mercurio sono tra i metalli prioritari per la salute pubblica. Tali elementi metallici sono considerati dei tossici sistemici noti per indurre danni multipli agli organi anche con livelli più bassi di esposizione e sono classificati come cancerogeni.  

    La loro presenza nei prodotti tessili e nei loro cicli produttivi, a causa della loro tossicità generalizzata e del pesante impatto ambientale, è monitorata con sempre maggiore attenzione sia delle legislazioni che dai marchi di qualità ecologici.

     

  • [Oeko-Tex 100]

    Standard globale rilasciato nel 1992 dall’ Associazione Internazionale per la Ricerca e il Controllo nel Campo dell’Ecologia Tessile (Oeko-Tex). È un sistema di controllo e certificazione indipendente per le materie prime, i semilavorati e i prodotti finiti a tutti i livelli di lavorazione così come per i materiali accessori utilizzati. I tessuti e i prodotti sono sottoposti a controlli per verificare che la eventuale presenza di sostanze nocive resti al disotto dei valori limite fissati.

     

  • [PFAs] sostanze PerFluoroAlchiliche

    Classe di prodotti chimici introdotti a partire dagli anni 50 per rendere impermeabili e resistenti ai grassi e allo sporco materiali diversi tra qui i tessuti.

    Sono molto persistenti nell’ambiente e se ingeriti o inalati nel corpo umano. Non si degradano quando esposti ad aria, acqua o luce solare. Nel 2006 l’Unione Europea ha introdotto restrizioni all’uso del PFOS, una delle molecole più diffuse tra i PFAS, da applicarsi a cura degli Stati membri.

     

  • [PFCs] PerFluoroCarburi

    Sottoinsieme dei PFAS (vedi voce del Glossario), sono sostanze artificiali ampiamente utilizzate dall’industria per le proprietà antiaderenti e idro e oleo-repellenti. Nell’industria tessile vengono usati per realizzare prodotti tessili e pellame idrorepellenti e antimacchia. Test dimostrano che molti PFC sono difficili da smaltire perché persistono nell’ambiente e possono accumularsi nei tessuti e aumentare di livello attraverso la contaminazione della catena alimentare. Una volta assimilati dall’organismo, alcuni PFC hanno effetti sul fegato e, in qualità di interferenti endocrini, possono alterare i livelli di crescita e riproduzione ormonale.

     

  • [REACH] Registration, Evaluation, Authorisation of Chemicals

    Regolamento CE n. 1907/2006 . Obiettivo principale del REACH è quello di migliorare la conoscenza dei pericoli e dei rischi derivanti da prodotti chimici già esistenti (quelli introdotti sul mercato prima del settembre 1981) e nuovi (dopo il settembre 1981) e, al contempo, mantenere e rafforzare la competitività e le capacità innovative dell’industria chimica europea. Il REACH è un sistema integrato di registrazione, valutazione e autorizzazione delle sostanze chimiche che mira ad assicurare un maggiore livello di protezione della salute umana e dell’ambiente. Attraverso il REACH sarà possibile ottenere maggiori e più complete informazioni su:

    – le proprietà pericolose dei prodotti manipolati

    – i rischi connessi all’esposizione

    – le misure di sicurezza da applicare.

    Le sostanze definite “estremamente preoccupanti” sono inserite in un apposito elenco (Allegato XIV al Regolamento) e possono essere immesse sul mercato, per usi specifici e controllati, solo su richiesta delle imprese e se autorizzate dalla Commissione europea.

    Il Regolamento REACH, costituito da 141 articoli e 17 allegati tecnici prevede l’istituzione di un’ Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA), la cui sede è stata stabilita ad Helsinki ( Finlandia).  L’ECHA svolge un ruolo di coordinamento tecnico-scientifico delle attività previste dal Regolamento REACH e, in primo luogo, organizza una banca dati per raccogliere e gestire i dati forniti per la registrazione delle sostanze, anche allo scopo di garantire l’accesso del pubblico alle informazioni sulle sostanze chimiche.

     

  • [SA8000]

    Standard di certificazione sociale per le attività produttive e le organizzazioni. È stato istituito dalla Social Accountability International nel 1997 come iniziativa multi-stakeholder. Nel corso degli anni, lo Standard si è evoluto in un quadro generale che aiuta le organizzazioni certificate a dimostrare la loro dedizione al trattamento equo dei lavoratori in tutte le industrie e in qualsiasi paese. Lo standard riflette le disposizioni in materia di lavoro contenute nella Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e dell’Organizzazione internazionale del lavoro (ILO).

     

  • [VOCs] Volatile Organic Compounds

    Sostanze organiche volatili di differente tipologia e origine (ad esempio idrocarburi, solventi per vernici, oli essenziali etc) che possono contaminare l’ambiente diffondendosi nell’atmosfera e avere effetti sulla salute. (EC Directive 1999/13/EC -Solvent Emissions Directive)

     

  • [Water footprint]

    Tradotto letteralmente Impronta Idrica. Indica l’utilizzo diretto ed indiretto dell’acqua nell’ambito della produzione di un prodotto o erogazione di un servizio, in una logica di ciclo di vita. L’impronta viene misurata in termini di volumi d’acqua consumati (evaporati o incorporati in un prodotto) e/o inquinati per unità di tempo.

     

  • [ZDHC] Zero Discharge of Hazardous Chemicals

    Associazione che include 22 brand firmatari, 24 affiliati della value chain e dieci enti associati. Avviato nel 2011, il programma ZDHC mira a eliminare o sostituire le sostanze chimiche pericolose prioritarie nei prodotti e nei processi di  fabbricazione, applicare un processo di screening trasparente per promuovere e sostenere una chimica più sicura, implementare strumenti comuni, best practices e formazione che migliorino la gestione chimica. L’associazione collabora con gli stakeholders per promuovere la trasparenza nell’uso della chimica e nella gestione delle acque di scarico.

     

  • [Zero waste]

    Criterio di progettazione e gestione di prodotti e processi per eliminare sistematicamente e ridurre il volume dei rifiuti e dei materiali utilizzati, conservare e recuperare tutte le risorse.