Curatore: MARCO RICCHETTI, Blumine


Editore: Edizioni Ambiente, Milano


Anno: 2016
Pagine del libro: 239
Pagine dell'estratto: 18
Lingue:

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Il libro

La moda è coinvolta in un cambio di paradigma che ne trasforma il modello produttivo. Bellezza, creatività, eleganza e originalità, valori elettivi della moda, sono stati per molto tempo considerati estranei o antitetici a quelli della sostenibilità e del rispetto dell’ambiente. Oggi il confine che li separava è stato oltrepassato. Il cambio di paradigma si è manifestato nel primo decennio del nuovo secolo con vibrazioni minime, diventate negli ultimi anni, in un brevissimo lasso di tempo, una grande onda che spinge in avanti, in modo ancora caotico e contraddittorio, gran parte dell’industria, inclusi i marchi leader che ora considerano l’impegno verso la sostenibilità una componente identitaria di primo piano. Un effetto è il ritorno sotto i riflettori dei materiali, la base indispensabile su cui i designer esprimono la creatività che resta il primo motore della moda. Con i materiali si rivaluta l’importanza delle filiere di produzione, dai filati ai tessuti, dai finissaggi che nobilitano i materiali alla manifattura dei capi e degli accessori.
Neomateriali nell’economia circolare – Moda è un quadro aggiornato e preciso delle trasformazioni in atto in uno dei settori più rilevanti dell’intera economia globale. Partendo da un’analisi dei materiali, distinti in tre grandi aree (rinnovabili, non rinnovabili e da riciclo), il testo analizza poi il tema dell’utilizzo dell’acqua e delle sostanze chimiche utilizzate nel settore, e si conclude con una panoramica delle iniziative dei marchi, grandi e piccoli, in tema di sostenibilità. Arricchito da una serie di interviste ad alcuni dei protagonisti più innovativi del settore, questo volume si candida a diventare il testo di riferimento su uno dei temi ormai irrinunciabili per la moda.

Prefazione di Claudio Marenzi, Presidente di Pitti Immagine
La moda registra in tempo reale i movimenti e le trasformazioni che avvengono nelle società contemporanee. Qualcuno l’ha paragonata ad un sismografo che ci rende evidenti le scosse, anche quelle deboli che percepiamo a fatica, ma che possono essere il prodromo di cambiamenti importanti. Quasi 10 anni fa, nel 2008 abbiamo cominciato a studiare le prime “scosse” che segnalavano una nuova sensibilità della fashion community internazionale ai valori della sostenibilità e l’anno successivo ne abbiamo discusso in un grande convegno organizzato alla Stazione Leopolda dal Centro di Firenze per la Moda Italiana. La discussione allora si incentrava su una domanda di fondo: può la moda essere sostenibile, o quella sensibilità che cominciava ad emergere era transitoria ed effimera come accade, appunto, alle mode?
La risposta scaturita dal convegno - e poi sedimentata nella pubblicazione voluta ancora dal Centro di Firenze per la Moda Italiana del libro ”Il Bello e il Buono, le ragioni della moda sostenibile”, andato esaurito nelle librerie nel giro di pochi mesi – era stata chiara e può essere riassunta in due punti. Il primo è che la sostenibilità è entrata in modo permanente nella mappa dei valori della moda come un nuovo attributo che ridefinisce la qualità dei prodotti e la visione delle imprese; il secondo è che le qualità creative, estetiche e simboliche restano il terreno elettivo, fondamentale e irrinunciabile, della moda, prima e soprattutto “bella” e poi anche “buona”. Questi due elementi descrivevano un punto di rottura, un “cambio di paradigma” nel business della moda, di cui la sostenibilità rivaluta le componenti materiali e manifatturiere.
Sono passati meno di 10 anni, che nel calendario della moda sono però un’eternità, e molti passi in avanti sono stati fatti, che confermano appieno le intuizioni di allora, i maggiori marchi della moda italiana e internazionale sono oggi attivamente e seriamente impegnati a creare collezioni belle, attraenti e innovative e contemporaneamente a ridurre l’impatto sull’ambiente e a promuovere il rispetto dei diritti dei lavoratori e delle comunità locali in tutto il mondo, soprattutto nei Paesi del Sud del mondo, dove l’industria tessile e dell’abbigliamento può essere anche un motore di sviluppo e progresso sociale. Per realizzare i passi avanti è stato indispensabile il contributo attivo di tutta la filiera produttiva - dalle materie prime alla manifattura dei filati, dei tessuti e degli accessori - che è la base materiale e fondamentale dell’intero sistema della moda.
L’evoluzione è stata rapida e tumultuosa, in qualche caso si è avanzato per forzature e in un contesto a volte confuso. Pubblicazioni come questo libro, scritto con stile accessibile ma informato e rigoroso, sono fondamentali per fare chiarezza, fissare i punti essenziali, diffondere le buone pratiche sostenibili e offrire una visione possibile e praticabile del futuro. Mi fa particolarmente piacere che grande spazio sia dedicato all’intera filiera di produzione e, ovviamente, che il libro ci fornisca la prova che la moda italiana non è solo bella e creativa, ma anche all’avanguardia nei materiali e nella manifattura sostenibile.


Indice

Prefazione di Claudio Marenzi
Creatività e qualità materiali. Gli accoppiamenti giudiziosi della moda - Marco Ricchetti
Scegliere fibre più sostenibili Il MADE-BY Benchmark - Christina Raab, Hannah Fell, Chiara Ferrero (MADE-BY)


1 - Non rinnovabili
Le materie non rinnovabili: fibre sintetiche e metalli - Aurora Magni, Marco Ricchetti
Poliammide. Il Gruppo Radici e il futuro delle fibre sintetiche – Aurora Magni
Polipropilene. La sperimentazione del Maglificio Ripa – Aurora Magni
I metalli nella moda Giovanni Lanfranchi e le chiusure lampo eco-friendly – Aurora Magni
Le fibre elastomeriche Comfort e sostenibilità nei tessuti Sensitive® Fabrics di Eurojersey – Maria Chiara Laurenti
2 - Rinnovabili
Fibre tessili da fonti rinnovabili - Aurora Magni, Marco Ricchetti
Kitotex® La sostenibilità attraverso l’innovazione del Gruppo Canepa – Marco Ricchetti
Sensazioni di carta. Gli scarti alimentari, un ingrediente per la carta Favini nel packaging per la moda – Sergio F
Seta. Alta qualità e slow fashion nei tessuti di Taroni Spa – Marco Ricchetti
Etichette e cartellini. L’esperienza di Dienpi: basso impatto dei materiali ma alto impatto delle informazioni – Aurora Magni
Una filiera del cotone sostenibile. Olcese, filatura. FelliColor, tintura e nobilitazione. Besani, tessitura a maglia – Aurora Magni
3 - Riciclo
Riuso e riciclo, la gestione degli scarti e dei rifiuti - Marco Ricchetti
Riciclo e riuso di materiali tessili compositi Il prodotto come servizio, le molte vite dei tessili tecnici e la formazione dei designer di moda nell’esperienza di Servizi Ospedalieri – SF
Lana rigenerata. 3C Filati e la tradizione del distretto industriale di Prato – Aurora Magni
4 - Acqua e sostanze chimiche
L’acqua, i coloranti e le altre sostanze chimiche ausiliarie - Aurora Magni, Marco Ricchetti
La depurazione e il recupero delle acque, da scarto a risorsa Le applicazioni di Europrogetti – Aurora Magni
Intervista a Giuseppe Ungherese Greenpeace Italia responsabile della campagna Inquinamento
5 - Usi finali
La sostenibilità tra grandi marchi e piccoli marchi di nicchia - Marco Ricchetti
Marchi di nicchia ed emergenti Alla ricerca di un nuovo modello di business – Marco Ricchetti, Alberto Saccavini
Cambio di scenario per i grandi marchi della moda – Marco Ricchetti, Fabio Guenza
Intervista ad Anna Maria Rugarli Senior Director, Sustainability & Responsibility, EMEA VF International SAGL
Intervista a Laura Strambi


Fonti
Ringraziamenti
Gli autori