Autore: BLUMINE RICERCHE E STUDI; SUSTAINABILITY-LAB


Editore: ACIMIT


Anno: 2016
Lingua: italiano con english summary
N. pagine: 26

Lo studio di Blumine e Sustainability-lab per ACIMIT (l'Associazione italiana dei produttori di macchine tessili) si concentra sul rapporto tra innovazione nei macchinari e programmi di sostenibilità delle imprese. Le esigenze e le aspettative dell'industria riguardo all'innovazione green sono analizzate a partire da una campagna di interviste con imprese tessili italiane impegnate a ridurre l'impatto ambientale. dei processi produttivi.

Sintesi
L’industria meccanotessile italiana si avvale da sempre dei vantaggi offerti dalla prossimità territoriale con i produttori tessili. Anche grazie a ciò ha potuto sperimentare e implementare sul campo soluzioni coerenti con i trend di innovazione imposti dal fashion o da contesti applicativi ad alto contenuto tecnologico Oggi il terreno su cui l’industria tessile gioca in larga misura la propria competitività è quello della sostenibilità ambientale e sociale.

Le lavorazioni tessili sono riconosciute come impattanti per l’ambiente dalla maggior parte degli intervistati (58%), in particolare la fase della nobilitazione tessile, sia per quanto riguarda i consumi energetici ed idrici che per la produzione di emissioni. Il 77% degli intervistati concorda nel ritenere che l'impatto ambientale dei processi e dei prodotti dovrebbe essere misurato con strumenti come LCA ed EPD.

2/3 degli intervistati hanno investito in tecnologiie aminore impatto ambientale e il 55% in fonti di energia rinnovabile, il 52% in sistemi di depurazione delle acque. La realizzazione di progetti per la gestione dei rischi chimici e l'eliminazione di sostanze chimiche pericolose è stata ha coinvolto il 42% degli intervistati.

La ragione principale per l'adozione di tecnologie a minore impatto è stata la necessità di differenziarsi proattivamente dalla concorrenza internazionale (49%), il miglioramento degli standard di qualità ambientale è invece stata una richiesta dei clienti nel 25% dei casi, la necessità di adeguarsi alla legislazione esistente nei paesi di esportazione, infine, ha motivato l'11% degli intervistati.