Come si inserisce la cultura della sostenibilità nella vostra azienda?

"L’industria chimica, forse prima di altri comparti industriali, ha imparato a misurarsi con gli effetti delle proprie lavorazioni sull’ambiente e sulla salute delle persone, siano queste addetti ai processi di lavorazione o consumatori finali che utilizzeranno i manufatti realizzati. Le preoccupazioni dell’opinione pubblica rispetto alle emissioni dei processi, ancor prima degli obblighi legislativi, hanno stimolato politiche di monitoraggio ed azioni preventive e correttive. Trasformare gli approcci precauzionali nella gestione del rischio chimico in politiche per la sostenibilità dei processi e dei prodotti è un’evoluzione naturale che conferma la maturità dell’industria chimica."

Come si trasforma questa sensibilità in una prassi industriale?

"Essere consapevoli dei potenziali effetti ambientali delle proprie attività ma anche del proprio ruolo sociale è il primo passo per un’impresa che voglia misurarsi sul tema della sostenibilità. Ciò non può prescindere da una misurazione sistemica e rigorosa di indicatori non solo ambientali ed economici, ma anche relativi a diritti umani, pratiche e condizioni di lavoro, responsabilità di prodotto. Un approccio che si sintetizza nel nostro motto: “si può gestire ciò che si può misurare”. In concreto questa filosofia aziendale si traduce nell’impegno a fornire ai nostri clienti informazioni scientifiche sull’impatto ambientale dei prodotti con dati verificabili che possano essere realmente confrontabili e nel trovare soluzioni che permettano migliori performance ambientali senza ridurre qualità e performance dei prodotti.
Radici Group ha sottoposto a LCA le principale categorie di prodotti e questo ci ha consentito ad esempio di confrontare in termini ambientali fibre vergini con fibre da PET riciclato valutando i diversi consumi energetici ed idrici e l’impronta dei singoli filamenti in termini di CO2 equivalente. E’ un’attività di valore scientifico che spinge al miglioramento continuo non solo nella singola azienda ma tutti i produttori che realizzano prodotti simili. Radici Group è stata infatti la prima azienda in Europa a sviluppare la PCR (Product Category Rules) nell’ambito delle fibre man made stabilendo parametri e regole ambientali che rappresentano un modello di riferimento per il sistema produttivo internazionale. La nostra azienda è stata inoltre la prima realtà chimica in Europa ad aver ottenuto gli attestati di conformità OEF (Organisation Environmental Footprint) e PEF (Product Environmental Footprint)"

Come si trasferisce questo impegno nei prodotti che Radici Group studia e realizza?

"Per quanto riguarda la produzione di fibre man made la strategia sostenibile di RadiciGroup comprende più assi di sviluppo. Consapevoli della necessità di ridurre la dipendenza dei nostri prodotti dalle fonti fossili abbiamo sviluppato una linea di biopolimeri, in particolare bio-poliammidi ottenuti parzialmente o totalmente da fonti rinnovabili, nello specifico integrando il polimero da sintesi con cellulosa da semi di ricino. La seconda linea produttiva riguarda filamenti ottenuti dal riciclo post industriale (gli scarti di produzione) e post consumo, cioè il PET derivato dal riciclo delle bottiglie di plastica. I poliesteri ottenuti, sottoposti a LCA hanno dimostrato di avere un costo ambientale decisamente inferiore rispetto a quelli vergini, senza dimenticare la notevole riduzione di consumo di acqua, oltre il 95%, per i filati tinti in massa."

Ci può fare qualche esempio di come il design può influire sulla sostenibilità di un prodotto?

"L’eco progettazione parte dalla materia prima ed include tutte le diverse fasi di lavorazione sino al prodotto finito. Solo in questo modo si possono progettare materiali non solo caratterizzati da un basso impatto ambientale perché nati da processi industriali che implicano basso dispendio energetico, ma che sono a loro volta riciclabili. Nel caso specifico di RadiciGroup, il percorso virtuoso che sta attuando lungo tutta la sua filiera, va proprio in questa direzione: eco design e ottimizzazione dei processi produttivi per un riciclo sostenibile, dal polimero ai tecnopolimeri sino ai filati. Se prendiamo il caso delle fibre sintetiche di nylon per esempio, dalla loro rigenerazione meccanica si può ottenere materiale plastico, cioè tecnopolimeri, senza la necessità di processi chimici, come la depolimerizzazione, molto dispendiosi sia in termini di energia che di emissioni."