Come si inserisce la cultura della sostenibilità nella vostra azienda?

Nascere in un ambiente tessile, giocare fin da piccolo tra le rocche di filato e gli scampoli un po’ ti segna, è una sorta di imprinting che ti fa sentire parte di una cultura industriale a cui è difficile non appassionarsi. La mia generazione è rappresentata da imprenditori di seconda e anche terza generazione che non hanno vissuto gli anni di crescita dell’Italian Fashion e hanno dovuto misurarsi con la concorrenza dei prodotti importati dal Far East, con le crisi, l’ultima delle quali ha avuto effetti fortemente negativi sulla filiera del made in Italy. Ma forse per questo abbiamo imparato a tener duro e soprattutto a guardare oltre. In altre parole la crisi ci ha costretto a crescere e nel nostro caso, ci ha avvicinato al tema della sostenibilità con risultati davvero interessanti

Qual è la relazione tra qualità e sostenibilità?

Innanzitutto la cultura della sostenibilità presuppone il monitoraggio dei processi e dei materiali utilizzati, esattamente come accade per la cultura della qualità. Per noi la sostenibilità non è che un'evoluzione qualità delle nostre produzioni. Qualità significa assenza di difetti, perfetta tenuta del tessuto durante l’utilizzo ed i lavaggi, riduzione di scarti e rilavorazione, piena soddisfazione del cliente, obiettivi raggiunti grazie alla scelta dei filati migliori di seta e cotone (garantiti dal marchio Filo di Scozia), alla costante messa a punto delle macchine di produzione, ai controlli step by step su materia prima, semilavorati e prodotto finito, alle pratiche di certificazione. In questa prospettiva, così come avviene per la qualità dei nostri prodotti, la sostenibilità è per noi un fattore strategico di differenziazione dalla concorrenza dei concorrenti, soprattutto asiatici. L'attrattività di un prodotto Made in Italy oggi si compone di tre elementi: creatività, qualità, sostenibilità.

Quale ruolo hanno avuto le certificazioni per la vostra azienda e qual è il significato della vostra adesione all'impegno DETOX nel 2014?

Se qualità e sostenibilità sono i nostri punti di forza, su questo che vogliamo essere misurati e valutati da enti indipendenti per trasmettere ai nostri clienti il valore dei nostri prodotti. Per questo motivo abbiamo sempre considerato come un opportunità ogni marchio o certificazione che attestasse la qualità e la sostenibilità dei nostri prodotti: dal marchio Filo di Scozia alla certificazione Oekotex, al sistema di tracciabilità TF di Unionfiliere alla recente certificazione STeP. Più recentemente, dal settembre 2014, abbiamo fatto un passo in più. Con l'adesione all'impegno DETOX abbiamo cominciato a rendere pubblici i nostri obiettivi di eleiminazione delle sostanze chimiche pericolose, finora abbiamo rispettato tutti gli impegni e le scadenze, e a pubblicare tutti i dati delle analisi chimiche che effettuiamo sui nostri prodotti. Se si produce qualità e sostenibilità, la trasparenza è un vantaggio.

E' stato difficile rispettare gli impegni di eliminazione delle sostanze pericolose imposta da DETOX?

Con l'eccezione di alcune sostanze specifiche, devo dire che la sfida è stata vinta rapidamente, per noi è stata una conferma che in passato ci eravamo mossi nella giusta direzione. La vera difficoltà è che ora garantiamo ai nostri clienti l'assenza delle sostanze bandite da DETOX, non possiamo più ammettere o accettare la loro presenza nemmeno per fattori casuali, incidenti o contaminazioni. Ciò richiede un monitoraggio molto più attento e soprattutto una stretta collaborazione con i fornitori di filato e di tintoria. Per questo abbiamo spinto i nostri fornitori ad aderire esse stessi all'impegno DETOX che è uno stimolo ulteriore alla collaborazione e alla fiducia. D’altra parte cos’è la sostenibilità se non un continuo sforzo a migliorare?

Ci puoi dire di più su come selezionate i fornitori?

Nella scelta dei nostri fornitori il prezzo non è il principale criterio di valutazione, privilegiamo invece la condivisione di obiettivi , la fiducia e, ove possibile, la vicinanza geografica. Senza retorica, anche nei tempi più difficili abbiamo scelto di produrre in Italia e mantenere rapporti continuativi con i fornitori. Naturalmente, il cotone non è coltivato in Italia, ma la produzione dei nostri filati e dei servizi servizi di tintura e finissaggio avviene entro un raggio di 200 km dal nostro stabilimento. Ecco perché i nostri fornitori più importanti hanno risposto bene alla nostra proposta di aderire direttamente all'impegno DETOX , come un ulteriore stimolo alla cooperazione e alla fiducia. Di fatto: la sostenibilità significa uno sforzo continuo per migliorare e cooperare.